Attrazione è saper usare bene la lingua.

Pyrex mi ha chiesto cos’è l’attrazione. Da quando una pentola fa domande così impertinenti? Ebbene, da quando può scegliersi con che manico accompagnarsi.

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Ma veniamo a noi. Sono giorni che penso all’attrazione e a questo post, e dopo aver scartato tutto quanto mi avrebbe fatto sembrare la classica Milf, eccomi qui con una risposta degna di una quarantenne – e quante ne abbiamo viste – che ha sempre esibito il cervello prima delle tette.

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Scripta manent.

A volte mi imbatto in miei scritti di anni fa e mi capita di non ritrovarmici. Mi riconosco emotivamente, ma non sempre sintatticamente. Forse è vero che quando il daimon ti possiede non sei che il tramite. Questo di tanti anni fa lo avevo registrato come “6 maggio”, indicazione di tempo, ma anche di stato, credo. Essere maggio è un grande traguardo, ora come allora.

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Sei convinta di essere proprio come sei? Ogni volta che senti stridere l’immagine che dai all’esterno con quella che si impossessa di te in certe occasioni, si alza il dubbio e ti schiaccia. È bastato il solito contrattempo e sei cambiata. Quella risposta non era rivolta alla cameriera, ma sicuramente alla distonia che si è creata fra te e il mondo, complice anch’esso coi suoi scatti asincroni. Cosa ti manca per essere alchimista di situazioni impreviste? Cosa ci vuole per trasformare con un solo sguardo quel salto inutile fra ciò che sei e ciò che potresti evitare di essere? Intanto il sonno del tuo gatto ti ricorda che per lasciare fuori dalla porta la realtà è sufficiente acciambellarsi su se stessi e farsi accarezzare. Anche se il silenzio dovuto alla domesticità ritrovata, dopo le scorribande tra fili d’erba e lucertole gardesane, un po’ ti inquieta. Lo specchio della verità siamo noi e non il contrario. Ora arriva Davide e la verità sarà nei suoi occhi e sulla tua pelle. Non riflettere. Guarda.

 

Sul lago di Garda lo spiedo in un tortello.

Da un anno circa vivo in Toscana dove si mangia come si parla, cioè bene. Mi capita a volte di avere dei confronti sulla lingua italiana che i toscani, col fatto che anche Manzoni ha lavato i panni in Arno, hanno la pretesa di conoscere meglio di chiunque altro. E lì me la cavo. Quando il confronto è ai fornelli nascono spesso delle diatribe che coinvolgono anche l’italiano. Per esempio, se mi azzardassi a dire a un toscano che ”ho mangiato uno spiedo” mi prenderebbe per pazza. Invece a Tremosine, il paesino sul lago di Garda nel quale sono nata, si mangia spiedo da sempre come in tutta la provincia di Brescia.

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