Storie di Canon al #luccaCG14. La rabbia del giallo.

Fotografia di Federica Zani

Fotografia di Federica Zani

Ho assaggiato il nero e non mi piace. Ho indossato calzini spaiati e ho cercato di calpestare la vostra mediocrità. Ma voi siete briciole per la mia rabbia. Non la potete saziare. Il giallo accende la follia. E io con il giallo vi voglio seppellire, voi manica di pusillanimi becchini che pensate di uccidere la mia immaginazione coi vostri divieti, che credete di ingabbiarmi con i vostri NO e mi nascondete i pennelli.

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Storie di Canon al #luccaCG14. E il fuoco s’innamorò dell’acqua.

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Lei era semplice, di quella semplicità che fa subito eleganza. Era però anche determinata, se si metteva in testa di raggiungere qualcosa, lo faceva. Paziente, meticolosa, a tratti irruente. Sapeva che anche solo una goccia poteva fare la differenza, per far traboccare un vaso, per far nascere l’arcobaleno o addirittura per bucare la pietra. Era l’acqua.

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Storie di Canon al #luccaCG14. Antonio e la seconda possibilità.

Fotografia Marcella Foccardi

Fotografia Marcella Foccardi

La chiamavano nelle ore più strane e per le faccende più bizzarre. Il più delle volte erano coppie che stavano per lasciarsi. Qualche volta erano studenti nel periodo degli esami o semplicemente alle interrogazioni. I più difficili erano quelli che stavano per perdere il lavoro, mentre i più leggeri i concorrenti dei quiz televisivi. Insomma, dove c’era un minimo rischio di “caduta”, eccola che veniva invocata lei: la seconda possibilità.

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Storie di Canon al #luccaCG14. Elizabeth e le farfalle negli occhi.

Fotografia Federica Zani

Fotografia Federica Zani

Avere le farfalle nello stomaco era abbastanza normale per Elizabeth, fin da bambina. Arrivava una lettera per lei ed ecco che mentre l’apriva cominciava a sentirle svolazzare. Suonavano inaspettatamente alla porta e nell’andare ad aprire di nuovo loro a farle il solletico.

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Storie di Canon al #luccaCG14. La corda di Massimiliano.

Fotografia Marcella Foccardi

Fotografia Marcella Foccardi

Massimiliano aveva scoperto che dal suo ombelico spuntava un filo. Aveva provato a tagliarselo, ma il giorno dopo era rispuntato uguale, della stessa lunghezza e della stessa strana composizione. Non sembrava avere niente a che fare col resto del corpo, non era un pelo o un capello, non era di ossa, pelle o tessuto e non aveva sangue.

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