Storie di Canon al #luccaCG14. Elizabeth e le farfalle negli occhi.

Fotografia Federica Zani

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Avere le farfalle nello stomaco era abbastanza normale per Elizabeth, fin da bambina. Arrivava una lettera per lei ed ecco che mentre l’apriva cominciava a sentirle svolazzare. Suonavano inaspettatamente alla porta e nell’andare ad aprire di nuovo loro a farle il solletico.

Quando le facevano dei complimenti o un amico la invitava a bere un tè, quando la professoressa le dava un bel voto o la mamma le diceva che le voleva bene. Sempre loro a sbattere le loro alucce appena sotto al cuore, compagne inseparabili di ogni singola emozione che l’aveva fatta crescere. E anche quando aveva paura, c’erano loro a farle coraggio e a sussurrarlethe woods are just trees and trees are just wood”. Le farfalle si trovavano proprio bene con Elizabeth. Era bello poter partecipare a tanto entusiasmo in un mondo sempre più fatto di rospi in gola e di pulci nelle orecchie.

Fotografia Federica Zani

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In fondo le farfalle nello stomaco potevano essere una speranza per tutti quelli che vivevano di ansie e di sospetti. Ma finché la loro relazione rimaneva qualcosa di intimo con Elizabeth non c’era modo di diffondere tutta quella gioia. C’era bisogno di uscire allo scoperto. Così una notte di Halloween in cui Elizabeth si era travestita come sempre da principessa e come sempre era stata costretta dal freddo ad indossare il solito cappotto che nascondeva per metà il suo costume, le farfalle decisero di completare il loro progetto.

Fotografia Federica Zani

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Fecero muovere così forte le loro ali che il cappotto volò via, come un bozzolo ormai vecchio e ad Elizabeth spuntarono delle coloratissime e leggerissime ali. La muta era riuscita con successo e le farfalle si erano liberate nell’aria. Ora però, lasciato lo stomaco, si trattava di trovare loro una nuova collocazione. Dove se non negli occhi, ben visibili al mondo, potevano continuare a far sognare ed emozionare?

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