Nascere in un Paese che ha la forma di uno stivale dovrebbe predisporre la gente ad avere un rapporto con le calzature alquanto insolito. E visto poi che la geografia determina la storia, anche nel caso della storia che sto per raccontarvi c’entrano le scarpe e il mondo e parla di un bambino che ha scoperto come collezionare impronte. Finchè un giorno.
La priorità del desiderio: condividere l’incontro erotico non concederlo
Uno scarafaggio, dei gufi e dieci anni di meno.
Profumo di buono, pelle liscia, sguardo curioso, fare seduttivo. Essere nati negli anni Ottanta aiuta certamente se nella fattispecie si è un maschio di mammifero e si è in presenza di una femmina che in quegli anni aveva già dato il primo bacio. Essere giovani è un vantaggio. Sempre. Quasi.
Sul lago di Garda lo spiedo in un tortello.
Da un anno circa vivo in Toscana dove si mangia come si parla, cioè bene. Mi capita a volte di avere dei confronti sulla lingua italiana che i toscani, col fatto che anche Manzoni ha lavato i panni in Arno, hanno la pretesa di conoscere meglio di chiunque altro. E lì me la cavo. Quando il confronto è ai fornelli nascono spesso delle diatribe che coinvolgono anche l’italiano. Per esempio, se mi azzardassi a dire a un toscano che ”ho mangiato uno spiedo” mi prenderebbe per pazza. Invece a Tremosine, il paesino sul lago di Garda nel quale sono nata, si mangia spiedo da sempre come in tutta la provincia di Brescia.

