Pronti per affrontare #paganelladaurlo? In attesa ecco alcune tecniche di sopravvivenza.

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Si avvicina il momento di salire sulle splendide montagne del Trentino con il  Summer Blog Tour e, visto il programma, sale anche la preoccupazione. Io che l’ultimo ricordo che ho di una gita estiva in montagna comprende talloni devastati e gambe doloranti vorrei prepararmi con voi, almeno psicologicamente, a non commettere più gli stessi errori.

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Non voglio poi dovermela prendere con ItaliaBT che mi ha invitata a fare questa esperienza da urlo. Con la montagna ho un buon rapporto di solito, anche perché davanti ai miei occhi, da che sono nata, ne ho avuta una (e non parlo di nessun familiare corpulento). Ci sono state però delle eccezioni e i motivi erano sempre da imputare a una mia mal calibrata valutazione della prova che mi si chiamava ad affrontare. Perché la montagna prova, emotivamente e fisicamente.

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Nel programma di #paganelladaurlo c’è fra le varie cose anche un “trekking non impegnativo con la guida alpina Claudio Kerschbaumer ai piedi delle Dolomiti del Brenta”. Confido nella precisione della scelta delle parole.

Comunque sia, voi sarete con me e si farà attenzione insieme. Certo, non escludiamo che una volta in vetta potrebbe succederci di trovarci in una delle situazioni che elenco qui sotto.

A: Panorami mozzafiato, è vero, ma sicuri che vi manchi il fiato per quello che avete davanti agli occhi?

B: Le vesciche hanno dichiarato guerra ai vostri piedi.

C: L’aria fresca vi sta dando alla testa, cominciate ad avere delle visioni.

D: Vi state chiedendo ma perchè se una volta sulle Dolomiti c’era il mare, non siete andati direttamente al mare?

E: Avete sempre avuto paura anche di dormire sul letto a castello, chi vi ha convinti a prendere una funivia?

F: “Quel mazzolin di fiori” cantata sul pullman nelle gite scolastiche vi ha sempre dato fastidio. Adesso avete capito perché.

G: Se vi chiamate Remo e non Rainold ci sarà un motivo, fatevene una ragione.

Ecco quindi delle semplici tecniche di sopravvivenza per questa passeggiata fra i bricchi in compagnia dei miei racconti sul comprensorio della Paganella. Fatene tesoro perché se non è #paganelladaurlo, ci sarà sempre un’altra montagna da urlo da visitare.

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1)    Lo zaino non deve superare la vostra testa di più della metà della vostra altezza.

2)    Se vi invitano per una passeggiata in montagna, attenti che non intendano camminata…la differenza non è solo semantica.

3)    Le scarpe da ginnastica vanno bene per una passeggiata, non per una camminata.

4)    Guardate sempre con sospetto chi vi dice che è facilissimo e ricordate che anche Maometto ha avuto delle esitazioni sulla montagna.

5)    Non scartate l’ipotesi di aspettare anche voi che sia la montagna a venirvi a trovare.

I vetri blindati non occultano la bellezza delle montagne trentine. Parola di Saviano.

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I vetri blindati non occultano la bellezza delle montagne trentine.”  Così ieri  ha commentato Roberto Saviano la meraviglia che scorreva dai finestrini della sua auto sulla strada di ritorno da Trento, dove ha partecipato al Festival dell’economia per parlare di denaro e narcotraffico. Una foto e un pensiero per immortalare un paesaggio capace di toccare l’anima nonostante l’isolamento dei vetri antiproiettile cui è costretto da anni. Appena l’ho vista ho pensato subito al potere del viaggio e a una frase di Claudio Magris che dice che ogni viaggio “è una resistenza alla privazione, perchè si viaggia non per arrivare ma per viaggiare e fra gli indugi brilla il puro presente“. E di resistenza e privazione ne sa qualcosa più di me e di molti di noi Roberto Saviano, che però per un attimo si è fatto cogliere dalla prepotenza del suo presente e ne ha cercato l’essenza. Un’essenza pura, lontana dalle brutture che l’hanno imprigionato al di quà di un vetro blindato e che per fortuna non gli hanno tolto del tutto la capacità di sorprendersi uomo e non solo “scortato”.  Complici di questa magia sono state le montagne del Trentino.

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Il weekend del 15/16 giugno sono stata invitata da ItaliaBT al Summer Blog Tour che si svolgerà sulle cime della Paganella, su quelle montagne del Trentino che hanno colpito  Saviano nonostante il vetro blindato. Spero che il reportage che ne nascerà sia capace di fare da occhi anche per lui, senza filtri. Per lui e per quello scampolo di normalità che gli è rimasta e di cui ha bisogno, come tutti, di nutrirsi.

Paganella stiamo arrivando e sarà #paganelladaurlo.

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Scrivere con la luce passando per La via della seta.

In un mondo in cui tutto ormai è accelerazione, cogliere l’essenza dell’istante, così veloce ed effimero, è diventato il nostro modello di presente. Ma non è facile essere contemporanei a se stessi poiché siamo costantemente circondati da cortocircuiti temporali in un concentrarsi di unità di misura infinitesimali che ci sfuggono. Eppure esistono attimi di magia in cui il tempo cede, lasciando spazio allo scorrere degli eventi e si fa incastrare, o meglio, si lascia fotografare, dando origine alla contemporaneità assoluta, depositata per sempre in uno scatto. La “foto-grafia” è la scrittura della luce, raggi che colpiscono l’immaginazione per cogliere la realtà e immortalarla e a Reggio Emilia c’è da anni ormai una manifestazione che celebra questo miracolo.

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