Due sulla strada: io e Massimo Carlotto a Buenos Aires.

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E la città, adesso, è come una mappa
delle mie umiliazioni e fallimenti;
da quella porta ho visto i tramonti
e davanti a quel marmo ho aspettato invano.
Qui l’incerto ieri e l’oggi diverso
mi hanno offerto i comuni casi
di ogni sorte umana; qui i miei passi
ordiscono il loro incalcolabile labirinto.
Qui la sera cenerognola aspetta
il frutto che le deve il mattino;
qui la mia ombra nella non meno vana
ombra finale si perderà, leggera.
Non ci unisce l’amore ma lo spavento;
sarà per questo che l’amo tanto.

Per chi non l’avesse riconosciuto è Jorge Luis Borges in una splendida poesia dedicata alla sua Buenos Aires. Oggi (cioè ormai 4 anni fa) sono a Buenos Aires con Massimo Carlotto. In occasione del Salone del libro di Torino mi piace ricordare quell’incontro con un grande scrittore italiano che mi ha portato nella capitale argentina.

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Storie di Canon al #luccaCG14. La rabbia del giallo.

Fotografia di Federica Zani

Fotografia di Federica Zani

Ho assaggiato il nero e non mi piace. Ho indossato calzini spaiati e ho cercato di calpestare la vostra mediocrità. Ma voi siete briciole per la mia rabbia. Non la potete saziare. Il giallo accende la follia. E io con il giallo vi voglio seppellire, voi manica di pusillanimi becchini che pensate di uccidere la mia immaginazione coi vostri divieti, che credete di ingabbiarmi con i vostri NO e mi nascondete i pennelli.

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Storie di Canon al #luccaCG14. E il fuoco s’innamorò dell’acqua.

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Lei era semplice, di quella semplicità che fa subito eleganza. Era però anche determinata, se si metteva in testa di raggiungere qualcosa, lo faceva. Paziente, meticolosa, a tratti irruente. Sapeva che anche solo una goccia poteva fare la differenza, per far traboccare un vaso, per far nascere l’arcobaleno o addirittura per bucare la pietra. Era l’acqua.

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Storie di Canon al #luccaCG14. Antonio e la seconda possibilità.

Fotografia Marcella Foccardi

Fotografia Marcella Foccardi

La chiamavano nelle ore più strane e per le faccende più bizzarre. Il più delle volte erano coppie che stavano per lasciarsi. Qualche volta erano studenti nel periodo degli esami o semplicemente alle interrogazioni. I più difficili erano quelli che stavano per perdere il lavoro, mentre i più leggeri i concorrenti dei quiz televisivi. Insomma, dove c’era un minimo rischio di “caduta”, eccola che veniva invocata lei: la seconda possibilità.

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