I monologhi delle ascelle. Le ascelle sono due. Quella di destra e quella di sinistra.

Ecco il terzo dei monologhi andati in scena a Milano il 10 giugno. Si tratta di un dialogo più che di un monologo. Le ascelle del resto sono due, quella di destra e quella di sinistra. Le due facce della stessa medaglia. Quella che “l’ascella è mia e me la gestisco io” e quella che invece “ordine e disciplina”. Fra stereotipi di un tempo e di oggi, le due ascelle discorrono di come sono cambiate le cose, di come non ci sia poi più così tanta differenza tra chi sta da una parte e chi dall’altra. Di come l’angelo e il diavolo si siano un po’ edulcorati e accanto agli amanti della versione “naturale” o “depilata” si sia aggiunto anche il terzo genere: l’hipster.

Disegni Ilaria Urbinati

Disegni Ilaria Urbinati

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I monologhi delle ascelle. Ascelle nella storia. Dicotomia del pudore.

Il secondo dei miei monologhi pubblicato sulla 27esimaora accompagnato dai meravigliosi disegni di Ilaria Urbinati.

“La prima spudorata è stata lei, Eva. Cosa te ne fai di una foglia di fico lì se poi ti sbracci per cogliere una mela. Infatti, se ci pensate bene, la prima vera ascella esibita con l’intento di scandalizzare è stata la sua, rivelando in quel semplice gesto tutti i segreti della tattica femminile in fatto di conquista. Da una parte mi copro per non sembrare scostumata, dall’altra ti attiro con armi più subdole come i ferormoni che le mie ghiandole, d’accordo con il mio orologio biologico, secernono. Bene, da lì in poi la storia dell’appetibilità sessuale l’hanno scritta le ascelle e il controverso senso del pudore a esse collegato.”

Lo trovi per intero qui

Disegni Ilaria Urbinati

Disegni Ilaria Urbinati

I monologhi delle ascelle. Dalla culla alle Bingo wings.

Il primo dei miei cinque monologhi andati in scena mercoledì 10 giugno a Milano e pubblicati su la 27esimaora.

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“In fondo si parla poco delle ascelle, sono sempre state protagoniste minori nella storia del genere umano, crocifissione a parte.”

Leggilo qui.

“Ich bin ein berliner” con Giuseppe Culicchia.

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Comincia oggi il Salone del libro di Torino e l’ospite d’onore è la Germania. Per l’occasione mi faccio riportare a Berlino da Giuseppe Culicchia, che quattro anni fa ormai, proprio in occasione di un Salone del Libro, mi aveva portato con sè la prima volta.

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