Nascere in un Paese che ha la forma di uno stivale dovrebbe predisporre la gente ad avere un rapporto con le calzature alquanto insolito. E visto poi che la geografia determina la storia, anche nel caso della storia che sto per raccontarvi c’entrano le scarpe e il mondo e parla di un bambino che ha scoperto come collezionare impronte. Finchè un giorno.
Viaggiare che favola.
Viaggi nella fantasia della realtà.
La bicicletta e il lampione. Storie di curve pericolose.
Ogni pedalata un rumoraccio dovuto al copricatena ammaccato. La dinamo che rende il movimento più lento, ma con il premio della luce. È Graziella. Il vezzeggiativo la rende incapace di movimenti bruschi. La radice ne fa un’altruista pura, ma con l’alibi del guizzo creativo che solo la zeta può conferire.
Buona pasqua e buonanotte.
Quest’anno la Pasqua è bassa e, qualcuno ha detto, giuro l’ho sentito io, viene di domenica. Comunque sia il 31 di marzo, fra qualche giorno, sarà l’eccidio delle uova di cioccolato e la tumulazione nei nostri stomaci cristiani di teneri agnelli, che non hanno nessuna speranza di risorgere come l’uomo in nome del quale vengono uccisi. Ma questa è un’altra storia.
Oche ma buone.
Ottavia aveva appena cominciato, ma già si sentiva inadeguata. Le avevano sempre detto che era un’oca e nonostante ciò si era sempre battuta per sembrare altro, chissà poi perchè. Finché aveva finito per cedere. Così tramite un amico si era presentata ad un colloquio per un posto alla Oche ma Buone e l’avevano presa.

